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COME GESTIRE IL PASSAGGIO GENERAZIONALE NELLE PMI ITALIANE

Questo sito è rivolto agli imprenditori di PMI che stanno decidendo se iniziare un passaggio generazionale vero e proprio, a quelli che lo hanno già iniziato senza però prepararlo bene e a quelli che desiderano riorganizzare meglio il processo o, per ultimo, a quelli che non riescono a gestirlo a causa di una serie di errori iniziali irrisolti, di litigiosità continua tra i figli, dell’incapacità professionale di alcuni figli... Situazioni alle quali non riesce a rispondere per il bene futuro dell’azienda e dei figli stessi, in quanto spesso, troppo influenzato dal ruolo di genitore.
Le tre tipologie di imprenditori troveranno molte risposte e suggerimenti per iniziare o riprendere questa fase in modo corretto; il contenuto del sito e del libro “Come gestire il passaggio generazionale nelle PMI italiane”, di Gian Andrea Oberegelsbacher & Leading Network edito da WKI 2017, potranno aiutare a capire meglio gli errori fatti nel passato e come ripartire, rimuovendo gli errori iniziali e reimpostando la successione aziendale in maniera più organica e strutturata.
Personalmente riteniamo, in base alle esperienze direttamente vissute in alcune aziende, che vi siano imprenditori che in taluni casi, per il bene dell'azienda stessa e del patrimonio creato, debbano pensare di essere in grado di rispondere negativamente al personale desiderio o a quello che avvertono – anche quasi come obbligo morale e sociale – di “cedere lo scettro” ai figli, laddove non ci siano i presupposti tecnico-professionali innanzitutto, di visione e strategia, o, peggio, manchino carattere e leadership o spirito imprenditoriale.
Occorre partire da un’analisi e da una visione chiara ed onesta, facendosi aiutare da manager esterni con forte esperienza specifica – come ad esempio i Temporary Manager specializzati nei passaggi generazionali –, con i quali impostare la tattica e la strategia più adatte al nucleo famigliare ed al risultato desiderato, oggettivamente realizzabile. Non ultimo, ove non ci siano eredi o gli stessi non siano all’altezza, occorre essere liberi di vendere l’azienda per tempo e godersi la vecchiaia, magari con un impegno saltuario di rappresentanza, preservando il lavoro dei propri dipendenti che, spesso e realmente, nei decenni precedenti hanno contribuito al successo dell’imprenditore.
Non potrà mai mancare il Business Plan, accuratamente preparato, ad indicare la strada maestra da seguire, gli investimenti necessari e le risorse a disposizione (tra cui i figli) da impegnare nello sviluppo venturo dell’azienda. Non potrà essere trascurata la componente innovativa dell’ingresso in azienda dei figli che, laddove siano in gamba, andranno sollecitati e motivati a crescere guadagnandosi, col tempo, spazi di responsabilità in azienda; con il fondatore che, allo stesso tempo, si lasci sollecitare a concederli.
Agli imprenditori suggeriamo, inoltre, di “vivere” questa esperienza come un momento di possibile crescità e come un’opportunità, adeguandosi all’attuale Zeitgeist (spirito del tempo), senza rimanere ancorati al passato o al «ho fatto sempre così», sia per la qualità della propria vecchiaia, sia in vista delle carriere professionali dei propri figli.
Allo stesso tempo suggeriamo di fare studiare all’estero i propri ragazzi, facendo loro imparare alcune lingue straniere, ma anche spingendoli a conoscere diverse culture, permettendo loro di aprire la mente a nuovi orizzonti di pensiero e visione.
Come abbiamo visto, sono molte le cose a cui pensare prima di ragionare circa il passaggio del testimone; tutte vanno valutate con equilibrio e distacco, senza escludere nessuna possibilità, in modo da dominare il processo del cambio generazionale, senza esserne dominati o affaticati per scarsa programmazione e organizzazione.


Tabella_statistiche
Fonte PMI, Il mensile della piccola e media impresa – IPSOA Editore


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